L’edizione 2019

Loris Celetto

Direttore generale dell’Associazione Progetto Musica

Il nucleo centrale dell’edizione 2019 del festival Nei Suoni dei Luoghi si pone in continuità con l’impianto che ha contraddistinto le scorse annate. Tuttavia, una attenta analisi dei risultati delle scorse edizioni ci ha portato a considerare alcune correzioni e implementazioni delle strategie di programmazione. In primis, una selezione più stringente delle sedi dei concerti ha consentito di programmare eventi musicali di qualità superiore, nell’ottica di un incremento della qualità artistica e della crescente coerenza della programmazione concertistica. Nella stessa direzione va inteso l’allargamento del numero di partnership con le Accademie di alta formazione da cui provengono i giovani musicisti da selezionare. Abbiamo incluso pertanto due prestigiosissime realtà formative in ambito pubblico e privato: la Kunstuniversität di Graz e la Milano Music Masterschool al fine di elevare il livello già molto interessante delle proposte, ponendo le accademie su un piano di confronto competitivo. Nello stesso tempo le audizioni all’interno di questa rete costituiscono un formidabile spaccato della formazione musicale superiore su un piano sovranazionale e un’occasione di confronto per gli studenti che si affacciano al mondo professionale del concertismo, oltre ad offrire al nostro territorio un’opportunità culturale di alto profilo. Si conferma anche quest’anno il calendario allargato e la presenza di nuove leve a fianco di interpreti esperti, in un caleidoscopico programma musicalmente multiculturale ed aperto.
Questa edizione del Festival presenta una postilla rispetto al consueto periodo di realizzazione, che inizierà a luglio e terminerà a dicembre, con il concerto che, come ormai da tradizione, vede impegnato il migliore allievo o ensemble delle accademie che hanno partecipato all’edizione 2018 in un concerto co-organizzato con la Società dei Concerti di Trieste. Per la prima volta questo concerto verrà inserito nel cartellone principale della stagione 2019-2020 della Società dei Concerti e per questo motivo è stato necessario programmare il recital della pianista serba Ivana Damjanov per il 25 maggio 2020.

 

Loris Celetto

Direttore generale dell’Associazione Progetto Musica

 

Enrico Bronzi

Direttore artistico

Il focus di questa edizione di “Nei Suoni dei Luoghi” è dedicato al tema della musica da danza. La fisicità della danza è una delle ragioni che da sempre hanno stimolato la creatività musicale, proprio perché istinto musicale ed espressività corporea sono pulsioni quasi coincidenti. All’origine vi è il più forte dei sensi interni, quello che udiamo quando il silenzio è davvero totale: il proprio battito cardiaco, l’io che si muove anche quando siamo fermi. È un battito periodico, ma muta di velocità in modo graduale col manifestarsi delle nostre emozioni. La musica di danza è musica delle emozioni, ma è anche musica identitaria, in cui i popoli si riconoscono. Basti pensare alle declinazioni viennesi, francesi o russe del Walzer, ai caratteri cangianti delle antiche sarabande e alle altre danze spagnole, alle frenesie della tarantella italiana, all’universo delle musiche del Sudamerica e così via in un elenco infinito. Peculiarità della musica colta europea è riuscire a concepire anche una danza svincolata dalla stretta destinazione corporea, che trasfigura in una dimensione astratta. È musica che non si balla col corpo, bensì si danza con la mente. Con questa chiave arriviamo proprio nel cuore del fenomeno musicale: salire e scendere, saltare o scivolare, legare e staccare, sono solo alcuni dei tanti gesti musicali che possiedono una forte connotazione biologica. Sono, per così dire, rappresentazione di una gestualità corporea sublimata nel puro suono di una mazurka, di un bolero, di una polka. Dimentichiamo perciò le vecchie distinzioni sulle funzioni cerebrali superiori: il cervello e il corpo sono due facce della stessa medaglia. La musica ci rivela che il cervello è tutt’uno col corpo e che il corpo è il tramite per la nostra conoscenza del mondo che ci circonda.

Enrico Bronzi
Direttore Artistico del Festival “Neisuonideiluoghi” 2019